Perchè Ortigia si chiama così? Alla ricerca della sua etimologia nella storia

Ortigia (L’Ottiggia in dialetto siracusano, Ortygia, Ὀρτυγία in greco antico) è il toponimo dell’isola che costituisce la parte più antica della città di Siracusa.

 

Etimologia

Il suo nome deriverebbe dal greco antico ortyx (ὄρτυξ) che significa “quaglia“. La sua estensione non supera 1 km² e la sua popolazione ammonta a circa 4.500 abitanti.

L’isola fu nota nell’antichità con tre denominazioni che si succedettero a seconda del periodo storico.

Il poeta Nicandro di Colofone fu il primo ad affermare che anticamente l’isola di Ortigia venne appellata con il nome di Homothermo, termine italianizzato in Omotermon e tradotto letteralmente da Omo-termon come “Eguale bagno” o “Eguali bagni” ad opera di Tommaso Fazello e di Vincenzo Mirabella. L’origine etolica del nome accomuna, in parte, la teoria di Nicandro a quella di Pausania, il quale riconosce che tra i Siracusani e la regione greca ci siano state delle relazioni.

Il nome Ortigia (in greco antico: Ὀρτυγία), col quale è nota Siracusa fino dall’epoca greca, deriverebbe da coturnice, diffusa nel Mediterraneo e nell’Asia Minore, o da quaglia (in greco antico: ὄρτυξ), diffusa in quello che per i Greci era il mondo conosciuto, più comune e più antica. Nicandro invece afferma che questo nome sia connesso al fatto che gli Etoli – da lui, come da altri – indicati quali fondatori, avendo abbandonato la propria patria per giungere nell’isola mediterranea, decisero di dare alla nuova terra lo stesso nome del luogo etolico. Il termine Ὀρτυγία, presente nella lingua greca e tradotto dagli studiosi Henry Liddell e Robert Scott come isola delle quaglie, possedeva originariamente secondo il lessicografo Esichio di Alessandria un ϝ iniziale, che si sarebbe pronunciato come una sorta di v (*ϝόρτυξ).

Nonostante l’isola avesse una serie di nomi antichi, posteriormente gli abitanti non persero l’uso di identificarla come Nasos, parola che nel dialetto dorico significa Isola.

 

Dal greco

Per la variante greca sopra descritta si sono evidenziate due possibili etimologie: l’una indicante una derivazione dal sanscrito e un’altra dall’egizio.

  • Il termine *ϝόρτυξ, pronunciabile come vòrtux, richiama il termine tedesco per quaglia Wachtel e presenta un’affinità colla parola Vártikā, appartenente al sanscrito vedico, la lingua che viene usata nei Veda, tra i più antichi testi sacri dell’India: la radice indoeuropea Vart, Vartuka, da cui visibilmente deriva Vártikā, allude alla forma rotonda propria del muoversi a terra della quaglia e fa da sé derivare il verbo latino per girare, vertere. Tuttavia, non è detto che il nesso logico tra quest’animale, identificato anticamente come “emblema del sole”, e il vertere latino debba necessariamente stare nel movimento dell’uccello, poiché esso potrebbe risiedere nel fatto che la quaglia fosse implicata nell’annuncio di una particolare fase di un fenomeno ciclico, quale il sorgere del Sole o l’arrivo della primavera; in questo secondo caso risultando uno dei primi uccelli che annunciano la primavera mediante il ritorno sulle coste del mare e l’emissione del loro verso. In questa identificazione si troverebbe come rievocazione dei riti sacri praticati a Delo, isola del mar Egeo che ha parecchie analogie con Siracusa quanto alla storia mitologica. Sempre in visione sacrale, il termine Ortigia sarebbe riconducibile a un soprannome con il quale veniva definita la dea Diana.

Si è anche ipotizzato che il termine greco possa essere una derivazione dall’egiziano πι.ορτ(υξ).

 

Dal latino

Se quindi il nome greco della quaglia potesse alludere al suo movimento, quello latino, coturnix, sembrerebbe poter trarre origine dal verso proprio di questo uccello, anche se non è noto se come allusione onomatopeica imitante il suono *kwok o in seguito a una combinazione tra l’aggettivo katu, che significa penetrante, e il nome rana, grido, entrambi appartenenti alla lingua sanscrita e alludenti, una volta uniti in un unico termine, alle caratteristiche di questo suono.

Località omonime

Esistevano anche altre località note con questo nome, tra le quali se ne ricordano una in Etolia e un’altra sita presso Efeso nella Ionia, la quale prese poi il nome di Delo (in greco antico: Δῆλος, Dêlos), significante “la Manifesta”, o acquisendolo per prima e passandolo all’isola delle Cicladi oppure assumendolo per similitudine con quella già nota coi nomi di Ortigia e di Asteria, in allusione in (questo secondo caso) ad “Astro” e ad Asteria, la dea delle stelle; anch’essa legata alla mitologia aretusea. Delo avrebbe infatti passato il suo nome a tutte le proprie colonie, tra le quali comunque non è possibile annoverare Siracusa, la cui fondazione è storicamente, tradizionalmente e solidamente attribuita ai Corinzi, con la conseguenza che sia improbabile un suo legame politico-fraterno con Delo.

A. Valenti